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Sintesi dell'intervento del consigliere Paoletti - capogruppo PD
Questo è il primo bilancio di previsione di questa nuova amministrazione noi consiglieri del PD e dell’Altra Carate non possiamo non dirci insoddisfatti e al tempo stesso preoccupati per il mancato coinvolgimento del Consiglio Comunale nella sua predisposizione.
Come hanno fatto puntualmente ogni anno i colleghi del Centrosinistra che ci hanno preceduto nella precedente amministrazione, ricordiamo alla Giunta che il nostro regolamento di contabilità prevede che i documenti di programmazione siano predisposti sulla base di consultazioni con la popolazione. Una prassi che, lo riconosciamo, non è di semplice attuazione, per quanto nelle rare esperienze di effettivo "bilancio partecipato" realizzate in Italia si sia poi quasi sempre rivelata molto positiva sia per le ricadute generate a vantaggio dei cittadini che per l'apprezzamento ottenuto dagli Amministratori.
A Carate però, siamo lontanissimi da una simile modalità: il nostro bilancio infatti è stato predisposto in assenza di qualsiasi consultazione non solo con la popolazione, ma addirittura con gli stessi Consiglieri Comunali, cioè coloro che la popolazione ha eletto proprio perché possano rappresentarla. Basti dire che la Giunta ha approvato il bilancio il giorno 6 aprile e la commissione consiliare è stata riunita solo il giorno 15 per quella che, a quel punto, è stata la mera presentazione di un documento che non poteva essere discusso in termini di proposte, logiche e criteri ispiratori. I Consiglieri tutti – non solo quelli di minoranza – non sono stati messi nelle condizioni di esercitare quelle funzioni di indirizzo sull'azione amministrativa che i cittadini, con il loro voto, hanno loro affidato....
Non è così che si deve fare e noi chiediamo all'Assessore Schena e al Sindaco che la preparazione del bilancio 2011 sia affrontata per tempo, con un coinvolgimento preventivo dei Consiglieri sulle logiche e sui criteri che stabilisca alcuni indirizzi di base per l’elaborazione del bilancio che non è solo un documento tecnico ma anzi è il principale strumento di programmazione delle risorse assegnate alla diverse politiche.
Venendo ai contenuti, per valutare il bilancio che ci viene proposto devono essere fatti dei raffronti con quello precedente e con le linee di tendenza che emergono da un’analisi di più lungo respiro, che prende le mosse dall’anno 2005 (e quindi dal primo bilancio predisposto di fatto da una Giunta Pipino).
Il primo dato che emerge è la costante e inesorabile crescita della spesa corrente, che anche quest’anno aumenta di oltre 550.000€, attestandosi a 14,2 milioni di euro. L’incremento è pari al 4,2%, un dato questo molto superiore rispetto ai tassi di inflazione previsti per il 2010. Se si trattasse di un incremento episodico ci si potrebbe anche non dire troppo preoccupati, ma i confronti di medio termine dimostrano che questa è invece una precisa linea di tendenza. La spesa corrente al netto dei servizi acquedotto e cimitero (oggi esternalizzati) era prevista nel 2005 pari a 11,589 milioni dato questo raffrontabile con i 14,160 ml previsti per il 2010 (sempre al netto delle voci acquedotto e cimitero che ancora residuano). Un aumento di oltre 2,5 milioni di euro pari a oltre il 22%, il doppio dell’inflazione rilevata nel periodo.
L’espansione della spesa corrente risulta in modo ancora più evidente se si considera che il costo per il personale è aumentato nello stesso periodo solo del 7,6%, e quindi in misura inferiore alla crescita complessiva. Questo dato testimonia dell’attenta gestione di questa voce, della quale – come chi ci ha preceduto – diamo volentieri atto a questa Amministrazione. Proprio per questo però, dobbiamo rilevare che se escludiamo dai conteggi il personale, l’incremento in cinque anni delle altre spese (relative ai servizi acquisiti e ai trasferimenti alla popolazione) raggiunge addirittura il 30,8%, una cifra che è quasi il triplo dell’inflazione del periodo.
E’ in buona misura vero quello che hanno detto in più riprese l’Assessore alla partita e lo stesso Sindaco, e cioè che l’Amministrazione ha fatto la scelta di non tagliare sulla spesa sociale e l’istruzione, e questo è un aspetto che noi apprezziamo. Con due precisazioni. La prima è che è appunto l’affermazione è vera “in buona misura”, perché un paio d’anni or sono con la nuova convenzione è stato operato un taglio ai trasferimenti alle scuole materne che, come conseguenza, hanno dovuto incrementare le rette richieste alle famiglie. Se poi la spesa non è stata ridotta in termini nominali, senz’altro lo è stata in termini reali: il settore nidi e infanzia infatti ha per il 2010 la stessa previsione di spesa che vigeva nel 2005, in questo caso l’incremento è pari a zero e ciò comporta – per effetto dell’inflazione - una riduzione in termini reali .
E’ vero pure che la spesa sociale non è stata tagliata, ma anche questa voce cresce meno rispetto al dato complessivo e quasi cinque punti meno rispetto alla crescita complessiva. Su di essa poi riteniamo che sia urgente cominciare a ragionare in termini di qualità della spesa. Per esempio, stanziare una cifra per servizi che favoriscano la ricollocazione dei disoccupati nel mercato del lavoro è senz’altro positivo, ma poi occorre anche valutare l’effettiva utilità degli interventi in termini di risultati raggiunti. E a questo senz’altro intendiamo dedicare maggiore attenzione in futuro.
Come si fa fronte all’aumento delle spese nell’anno 2010? L’aumento di entrata più evidente nell’anno è certamente quello legato all’incremento della tassa sui rifiuti (Tarsu). Le tariffe sono state aumentate dalla Giunta in misura corrispondente al 20% e le entrate si incrementano di 390.000€. E’ vero che l’aumento era in qualche modo già stato indicato per il 2010 nel precedente bilancio di previsione: ma la misura era pari al 10%. Ed è anche vero che, come recita la delibera della Giunta, le tariffe erano ferme dal 2003: ma nel periodo corrispondente l’inflazione cumulata è cresciuta solo del 14%.
Un’altra voce che risulta incrementata è quella corrispondente all’ICI, con un incasso in aumento di 260.000€ in quanto, pur nel mantenimento delle aliquote tariffarie, si è operata una forte rivalutazione dei valori minimi delle aree fabbricabili. Una decisione alla quale ci siamo opposti ritenendo eccessivo il carico che viene fatto gravare sui proprietari delle aree, e rispetto alla quale ci sembrava di aver registrato la disponibilità a ritornare, almeno in parte. Con la presentazione del bilancio abbiamo visto che questa disponibilità non è confermata perché anche queste maggiori entrate sono essenziali per la copertura delle maggiori spese.
Anche per le entrate i dati vanno letti come linea di tendenza. E questi aumenti si aggiungono al forte incremento dell’addizionale Irpef – deliberato per l’anno 2008 – e passata dai 230.000 euro del 2005 a ben 1686000 euro per il 2010. Già da sole queste 3 voci (Tarsu, ICI e Irpef) cumulano 2,050 milioni di euro in più solo negli ultimi 3 anni e che, è bene ricordare, sono pur sempre soldi che escono direttamente dalle tasche dei Caratesi. Sono 115 € in più per cittadino, contando anche i neonati. Diventano oltre 140 considerando solo i maggiorenni. E sono 282 € in più in media ogni anno per ogni nucleo familiare.
Tutte queste maggiori entrate non sarebbero comunque bastate: per poter equilibrare le spese correnti si deve ancora una volta portare a spesa corrente il 75% dei permessi a costruire, pari a 825000 €. dovuta aumentare di oltre 200.000 euro anche la quota dei permessi a costruire utilizzati per coprire le spese correnti. Siamo peraltro lieti che la decisione di Conad di aumentare di un milione di euro il proprio stanziamento su questa voce abbia consentito di recuperare a parte corrente 350.000 euro come richiesto espressamente dai revisori per approvare questo bilancio. Resta il fatto che queste entrate (incerte) coprono oltre il 6% del nostro bilancio di previsione e, soprattutto, che vengono consumate in un singolo esercizio, quello in cui sono incassate, quando in logica economica dovrebbero restare disponibili per fare fronte alle molte esigenze infrastrutturali che si vengono a determinare anni dopo in seguito alla realizzazione delle trasformazioni urbanistiche.
A nostro parere, peraltro, la commissione bilancio dovrebbe essere coinvolta preventivamente quando si assumono decisioni come queste che determinano forti conseguenze nel medio lungo termine.
Anche l’indebitamento del nostro Comune continua a crescere. E vero che siamo ancora lontani dal limiti massimi permessi dalla legge, ma, considerando interessi e quota rimborso capitale, siamo passati dagli 826.000 euro che si doveva restituire nel 2006 a 1.336.000 euro quest’anno, fino alla previsione di 1524,000 euro per il 2012. Anche a questi importi si deve fare fronte con maggiori entrate correnti. Anche quest’anno il patto di stabilità non pone eccessivi problemi al nostro comune, che è stato esentato fino allo scorso anno in seguito al commissariamento, e che può pertanto peggiorare il proprio saldo finanziario del 10% mentre gli altri comuni nelle nostre condizioni di saldo finanziario negativo sono chiamati ad un miglioramento .
Infine anche quest’anno, come hanno sempre fatto i nostri predecessori, vogliamo sollecitare un’attenta valutazione delle percentuali di copertura dei servizi a domanda individuale. A fronte della notevole copertura dell’asilo nido, che ha raggiunto ormai il 96% (dal 75% del 2006), si nota che la percentuale di copertura delle spese per i campi da tennis è scesa ulteriormente dal già basso 28% del 2006 e anche rispetto al modestissimo 18% dello scorso anno: la previsione per l’esercizio corrente è addirittura di poco superiore al 15%.
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