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Anche quest’anno in bilancio abbiamo dalla parte delle entrate una voce piuttosto importante che deriva dagli accertamenti TARSU di cui tanto si e’ discusso anche in questa sede. Le cifre sono cospicue: si parla di 310 mila euro per il bilancio 2011. Mi preme su questo argomento fare alcune considerazioni.
La prima riguarda le modalita’ e l’atteggiamento con cui l’intera questione e’ stata gestita da parte di questa amministrazione. Iniziando proprio dagli accertamenti e dalle conseguenti notifiche di pagamento inviate a pioggia senza informare preventivamente i cittadini. Limitandosi alla forma– che in questa sede è stata giustificata come una modalità tecnica, una mera applicazione di un linguaggio burocratico, ma che a noi pare inaccettabile – dell’addossare ai cittadini la colpa di una dichiarazione infedele. In questi mesi abbiamo incontrato tante persone amareggiate (e come dargli torto) che si sono rivolte a noi per chiedere spiegazioni. Cittadini che prima si sono sentiti trattati come ladri pur avendo sempre fatto il loro dovere di contribuenti e poi in molti casi hanno ricevuto risposte sbrigative quando hanno chiesto informazioni agli uffici....
Lo stile e’ quello stesso usato dall’assessore Schena nelle risposte che ha dato in quest’aula alle nostre legittime interrogazioni sull’argomento. Risposte a volte volutamente incomprensibili, a volte evasive e spesso date con scostante insofferenza, quasi fosse per lui un disturbo.
La seconda considerazione riguarda il regolamento comunale per l’applicazione della suddetta tassa. Quello del 95. Nella sua verbosa risposta all’interrogazione del consigliere String, nel CC del 23 aprile del 2010, Lei assessore ammetteva, cito testualmente, un’”imprecisione morfologica” nell’articolo 5 di tale regolamento. L’impietoso indicativo presente: “Sono esclusi dalla tassazzione..” andrebbe sostituito con un piu’ innocuo condizionale, “Potrebbero essere esclusi...” o ancora con un “possono essere esclusi” che non lasci dubbi a nessuno. Bene ci aspettiamo a questo punto che i lavori della commissione per l’adeguamento di tale regolamento, che peraltro mi pare siano gia’ iniziati, arrivino presto ad una conclusione. Come ha affermato in quella sede il nostro consigliere Paoletti, visto che con la raccolta della Tarsu copriamo già a preventivo e a consuntivo quasi interamente la spesa, riformare il regolamento deve servire non ad aumentare il gettito complessivo dell’imposta, ma a togliere per il futuro ogni ambiguità su quali siano le superficie tassate in modo da evitare contenziosi e da migliorare l’equità dell’imposizione facendo in modo che i diversi tipi di locali vengano tassati in relazione alla loro presunta partecipazione alla produzione di rifiuti.
Infine vorrei sottoporre a quest’aula un piccolo esercizio di economia domestica, che mi permetto di sottoporre a questo consesso nonostante le mie scarse nozioni in materia. Io come cittadino caratese ogni anno pago una quota per la tassa rifiuti che l’amministrazione ha stabilito usando come parametro i metri quadrati di superfice tassabile, sulla base della necessita’ di copertura del servizio offerto. Ora questi accertamenti e le conseguenti notifiche infedeli hanno portato gli anni scorsi e portano quest’anno nelle casse comunali, entrate cospicue e impreviste che vanno a incrementare la cifra totale incassata per la tarsu negli anni in questione. Quindi, se tanto mi da tanto, la cifra pagata da me come da tutti i cittadini caratesi, e’ stata erroneamente sovrastimata. In altre parole se il comune avesse allora emesso avvisi di pagamento conformi ai metri quadri per i quali ora richiede gli arretrati tutti avremmo pagato una tariffa inferiore per ogni singolo metro quadro. Io, il Partito Democratici e la Lista Altra Carate restiamo scettici sulla legittimità in molte situazioni delle richieste in corso per evasione di Tarsu. Sappiamo tra l’altro che un numero considerevole di cittadini potrebbero ricevere altri avvisi nei prossimi mesi. Ma ci risulta che molti – per quanto non convinti –abbiano comunque deciso di pagare. A questo punto un’Aministrazione che si dice efficiente ha il dovere politico di restituire ai cittadini – e non di tenere per se – le somme recuperate che risultino in eccesso rispetto ai costi della raccolta sostenuti in questi anni. La situazione, per fare un altro piccolo esempio, è analoga a quella di un amministratore di condominio che scoprisse di aver sbagliato nell’attribuire i “millesimi” per la ripartizione delle spese ad alcuni appartamenti e, applicando una correzione, venisse a recuperare delle somme ingenti: quale dovrebbe essere secondo voi il suo comportamento? cosa penserebbero i condomini che hanno pagato più del dovuto se non si impegnasse a restituire le somme recuperate pro quota, anche sotto forma di acconto sulle future spese? Assessore, Sindaco, lasciamo a voi la risposta a questa domanda. Che certamente, torneremo a formulare
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