La manovra finanziaria e i comuni PDF Stampa E-mail
Mercoledì 05 Ottobre 2011 09:15
Scritto da Isa Vergani - Lista Civica L'Altra Carate

Intervento Consiglio Comunale del 29 settembre 2011


Tenendo conto di quanto è ampiamente indicato nell’o.d.g., è necessario che il dibattito trovi spazio in questa sede, come già rilevato nella comunicazione del precedente CC del 15 settembre, perché gran parte del peso finanziario della manovra è stato scaricato sulle spalle dei comuni.
Il nostro compito è di essere al servizio della comunità territoriale. Noi rappresentiamo la prima fondamentale istituzione con la quale i cittadini si confrontano direttamente e dalla quale vogliono risposte.
Quando si sta per affondare, e l’Italia è in questa condizione, dobbiamo chiederci come ci si salva.
La situazione viene presentata come se si trattasse solo di una questione di numeri (ne abbiamo sentiti molti, ma tanti non sono in grado di spiegarseli), di banche, di tecnica finanziaria, di economia di mercato. Io penso invece che sono in gioco le persone, le loro famiglie, i loro rapporti sociali e i loro problemi quotidiani. La crisi “mangia” il potere d’acquisto e i bilanci delle famiglie (aumento dell’Iva, minori servizi, annullamento degli sgravi fiscali), ma insieme erode la dignità, la sicurezza, le certezze psicologiche, il futuro, l’opportunità di operare delle scelte soprattutto per i giovani che sono tentati di prendersi con la violenza e metodi sbagliati quello che invece spetta loro di diritto. Si crea un disagio esistenziale che investe la società nel suo complesso, anche quelli di noi che per i privilegi acquisiti possono guardare con più tranquillità alla crisi in atto.
Si sa che un buon medico cerca di prevenire la malattia e non di curarla quando è già conclamata. Allora cominciamo con l’affermare che questo non è stato fatto. A nulla è servito illudersi che tutto andava bene. Ugualmente, la facile via d’uscita di imputare il dissesto finanziario italiano solo alla crisi internazionale è frutto certamente di miopia e di una mancanza di capacità critica, ma anche di malafede....


Di fatto non è cosi. E’ facile fare un elenco delle concause (andrebbero via via analizzate) che rendono più grave la nostra situazione: evasione fiscale, corruzione, infiltrazione della criminalità organizzata nelle istituzioni, mancanza di politiche sul lavoro, lavoro nero, clientelismo, comitati d’affari, scelta della classe politica con criteri decisamente discutibili. Rispetto a tutto ciò non è vero che ci si deve arrendere all’ineluttabilità dell’andamento dell’economia. No, rispetto a questi fattori la politica può operare delle scelte, intervenire e incidere. Sul governo, sulle sue scelte politiche pesa pertanto una grave responsabilità circa la condizione di prostrazione che sta vivendo la società italiana.
Stante l’approvazione della manovra finanziaria, a mio avviso, ingiusta e inefficace, oltre a quanto indicato dai punti 1 – 5 dell’o.d.g., nell’emergenza chiediamo che, quando il Comune si troverà a dover gestire risorse ulteriormente ridotte rispetto alle attuali già scarse:
- pensi all’opportuno come, stabilisca cioè la priorità degli interventi, tenendo conto dell’importanza e della salvaguardia dei servizi sociali, dell’istruzione e dei posti di lavoro;
- non proceda unilateralmente, come accade d’abitudine, ma dialoghi nelle commissioni congiunte, coinvolgendo tutto il Consiglio, possibilmente anche i cittadini, nella consapevolezza che “insieme” non è un termine vuoto, ma indica l’unica strada percorribile perché le scelte, anche se dolorose, siano condivise e accettate. La partecipazione è infatti l’unico rimedio rispetto al sentimento di esclusione avvertito da quel mondo, spesso mal informato, che non comprende i giochi di potere e quindi  non sa e non può scegliere, che paga sulla sua pelle, in prima persona, le conseguenze della crisi. In questo modo non sarà mortificata la dignità del Comune.
Le difficoltà ci costringono a pensare a una politica diversa dove non si abbia timore di ragionare sui concetti di giustizia e ingiustizia, di uguaglianza e diseguaglianza , a garanzia di un futuro nuovo per la società che oggi, impaurita, si avvita su se stessa, fatta non da “persone”, ma di individui tesi al proprio particolare.

 

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Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Gennaio 2012 20:52
 
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