La N'drangheta a Carate PDF Stampa E-mail
Scritto da Tommaso Brenna   
Domenica 18 Luglio 2010 17:10

E' la notizia più importante di questi giorni: un' importante operazione delle forze dell'ordine ha portato all'arresto oltre 300 persone legate ai clan dell' n'drangheta, numerose delle quali iin Lombardia. E più di quaranta in Brianza. Armi, droga, traffici illeciti di rifiuti, ma anche attività commerciali, imprese edili, agenzie immobiliari ed appalti. Puntando alla grande torta dell' EXPO. E cercando l'appoggio della politica. Già diversi nomi di politici (del PDL) sono emersi dalle intercettazioni, le indagini sono in corso. Noi del Partito Democratico chiediamo una ferma risposta da parte della politica e della società civile per contrastare ed annullare la presenza delle associazioni mafiose nel nostro territorio. Tra l'altro persino nella nostra Carate le n'drine hanno potuto trovare un luogo di riunione.. il giardino degli ulivi.

Si riporta a proposito un estratto del Giorno del 17/07 "TRA I PRINCIPALI SUMMIT organizzati tra la Calabria e la Lombardia alcuni dei più importanti sono stati predisposti proprio in Brianza. Sicuramente uno dei luoghi scelti per ospitare delle riunioni importanti è stato il centro giardinaggio «Giardino degli ulivi», che sorgeva lungo la Statale 36 a cavallo tra i comuni di Carate e Verano Brianza. Prima dell’arresto di Tommaso Calello, il florovivaista del «Giardino degli ulivi», proprio il centro verde era ritenuto uno dei quartier generale della «locale» di Seregno e Giussano. Nel corso dei mesi proprio dai locali dell’attività commerciale sono passati a più riprese nomi di spicco non solo delle «locali», ma anche «leader» che ricoprivano ruoli più importanti nell’organigramma dell’organizzazione ‘ndranghetana come Lo Mastro, Strangio, Pavone, vari esponenti della famiglia Stagno oltre a Maurizio Bertè il direttore sanitario del carcere di Monza. Il centro giardinaggio era ritenuto così inespugnabile e protetto. Chi frequentava il centro, proprio per il suo ruolo, usava normalmente molte precauzioni e non lasciava su tavoli e scrivanie documenti compromettenti relativi a un partito politico dove erano esplicitate delle richieste volte a sostenere il movimento. Per mesi i militari delle Compagnia di Seregno, diretti dal capitano Luigi Spenga, con appostamenti ad hoc hanno osservato i movimenti attorno al centro giardinaggio. Dopo la morte di Rocco Cristello, che proprio al garden lavorava, e il conseguente arresto di Calello, il «Giardino degli Ulivi» era un luogo ritenuto «bruciato», non più sicuro.

 

Ultimo aggiornamento Domenica 18 Luglio 2010 17:46
 
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