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Scritto da i consiglieri PD e L'Altra Carate
Giovedi 8 Aprile 2010
L'ordine del giorno di questa seduta, richiesta dai consiglieri di minoranza, era incentrato sulla triste vicenda dell'ormai ex "Pozzi Leopoldo" di Agliate. La situazione occupazionale, l'iter di progetto e le iniziative messe in campo dall'amministrazione comunale a sostegno delle famiglie coinvolte nella chiusura dell'azienda sono stati i tre temi principali.
Abbiamo richiesto questo Consiglio straordinario perche' era assolutamente necessario secondo noi fare chiarezza sui fatti che si sono succeduti in questi tre anni e su come l'intera vicenda e' stata gestita in maniera confusa dal sindaco Pipino e dalla maggioranza che lo ha sostenuto nella precedente amministrazione e in quella corrente. Una gestione che secondo noi non ha cercato di contemperare gli interessi di tutti gli attori della partita ( la proprieta', gli abitanti della frazione e i dipendenti della Pozzi) come invece avrebbe dovuto. Era assolutamente necessario ribadire in sede istituzionale quelle che sono state le azioni della minoranza. Sin dall'inizio seriamente preoccupata per il futuro dei dipendenti e sempre contraria ad un'opera di ingordigia edilizia devastante per la verde frazione agliatese...
Il Sindaco ha iniziato la relazione in modo sorpredente, dichiarando che lui e solo lui ha sempre saputo, perche' glielo avevano detto i Pozzi gia' nel 2006, che cambiare la destinazione d'uso dell'area da produttiva a residenziale non avrebbe evitato una ristrutturazione aziendale. Avrebbe permesso invece ai Pozzi di fare un sacco di soldi e di delocalizzare (ma pare che non si faccia piu' e non ci e' dato di sapere il perche', su questo torneremo piu' avanti) parte della produzione salvando un certo numero di posti di lavoro. Avrebbe anche permesso di incassare una cifra cospicua in oneri di urbanizzazione da utilizzare non per Agliate come sarebbe più logico e giusto, ma per il nuovo parcheggio sotterraneo in piazza Cesare Battisti. Nelle citta' moderne l' urbanistica studia soluzioni per tenere le auto fuori dai centri urbani, costruendo parcheggi satelliti ed eventualmente servizi pubblici per permettere alle persone di raggiungere il centro...a Carate noi siamo piu' intelligenti, facciamo il contrario.
E qui e' sorta spontanea le prima domanda....ma perche' il Sindaco Pipino che per sua stessa ammissione era al corrente da anni dell'inevitabile ristrutturazione, non si e' mosso per tempo, innanzitutto informando correttamente il Consiglio Comunale e poi prendendo provvedimenti che in qualche modo obbligassero la proprieta' a garantire la ricollocazione delle risorse come contropartita per il grosso vantaggio che la proprieta' stessa andava ad ottenere col cambiamento di destinazione d'uso?
La relazione e' proseguita con la descrizione delle diverse soluzioni che sindacati, proprieta', prefetto e presidente di provincia stanno mettendo in atto per cercare di salvare il maggior numero di posti di lavoro e per rendere piu' semplici e immediati i necessari ammortizzatori per i lavoratori che invece il posto di lavoro lo perderanno. Tutto verra' garantito dal Sindaco che si occupera' personalmente di tenere la situazione monitorata e tenere informata l'amminastrazione sulle future evoluzioni.
Garantito...garanzia...uhmmm garanzie! Garanzie! e' la parola spesso usata in questi anni dal Sindaco, anche in campagna elettorale. State tranquilli, ho ricevuto delle garanzie dalla proprieta' che mi fanno stare sereno circa il futuro dei lavoratori....e qui ci e' sorta la seconda domanda...Puo' per favore una volta per tutte elencare queste garanzie? quelle che si e' fatto dare dalla proprieta', e magari ci dica anche perche' alla fine con tutte queste garanzie i dipendenti stanno presidiando i cancelli dell'azienda.
Il Sindaco ha proseguito raccomandando a tutti responsabilita': se il progetto non verra' approvato in fretta i Pozzi non potranno pagare i creditori, e se non pagheranno i creditori non faranno ovviamente neanche la gia' citata delocalizzazione di un ramo d'azienda...anzi no, la delocalizzazione non si puo' fare ma fa niente, nessuno tocchi l'AR22! a proposito.....ci puo' spiegare signor Sindaco perche' la delocalizzazione non si puo' piu' fare? Quando ancora nel gennaio di quest'anno in commissione L.L.P.P. lei ricordava "che l'operazione permettera' alla Pozzi di spostrasi in una zona prettamente produttiva e di risollevare le sue sorti finanziarie"?
L'assessore Sisler ha elencato con cura i vari passaggi tecnici che il progetto ha attraversato in questi anni dalla delibera 160 del PII POZZI del luglio 2007 ad oggi. Ha sottolineato che attualmente il procedimento e' in attesa di autorizzazione di enti esterni e quindi in ritardo. Non di certo quindi per colpa della minoranza, che neanche volendo, in quanto nulla puo' se non cercare con le parole di far vedere le cose da un punto di vista diverso. Ma allora perche' sul giornale di Carate di un mese fa, signor Sindaco, lei ha addossato la colpa del fallimento della Pozzi alla sinistra? Non aveva parlato col suo assessore? Glielo avrebbe spiegato lui che state aspettando ancora i permessi da Brianzaacque e dalla Sovrintendenza esattamente come lo ha spiegato a noi stasera.
Il consigliere Vergani (l’Altra Carate) ha ribadito che l’amministrazione, nei due anni di trattative per l’area Pozzi,ha sottovalutato la gravità del problema che si sarebbe creato per i lavoratori. Ciò è avvenuto nonostante che i consiglieri di minoranza avevano più volte sollecitato l’amministrazione ad affrontare la questione. Leggendo poi i punti della bozza del concordato stabilito fra le parti e sottolineando l’impegno a trovare soluzioni almeno per una parte di lavoratori (alcuni comunque sarebbero esclusi ), ha chiesto al Sindaco, garante dell’accordo, di appoggiare la volontà dei dipendenti Pozzi perché l’impegno ,ancora generico,sia tradotto in realtà.
L'unico consigliere di maggioranza che è intervenuto nel dibattito è stato Sanvito (PdL), che si è dichiarato stupito del fatto che la discussione così come impostata creava confusione, perchè si affiancavano le sorti dell'azienda e dei suoi lavoratori a quelle del progetto edilizio, a suo dire due vicende completamente separate.(?!) Insisteva che il discorso andava riportato al nocciolo della questione: che cosa possiamo fare ora per i lavoratori. Giustissimo. Peccato che le due vicende non sono mai state separate: da sempre il piano di riconversione dell'area industriale è stato presentato come condizione necessaria al rifinanziamento e al salvataggio dell'azienda. E guai a nutrire dei dubbi sull'intervento edilizio. Peccato poi che fino a che i lavoratori non hanno cominciato a presidiare l'ingresso dell'azienda nessuno ha mai pensato alle loro sorti in modo concreto. Neanche Il sindaco Pipino che adesso come ha lungamente descritto all'inizio della serata si sta dando da fare per risolvere la situazione dei lavoratori, muovendo Dario Allevi, le banche, il prefetto.
Tra l'altro durante la serato noi consiglieri di opposizione qualche proposta l'abbiamo anche fatta.
Il consigliere Baio (PD) ha evidenziato come, a fronte della gravità della situazione occupazionale nel nostro paese - in senso più ampio e non limitato alla vicenda Pozzi - noi consiglieri di opposizione abbiamo posto all'ordine del giorno di una commissione - da noi richiesta - il rifinanziamento del fondo anticrisi anche per l'anno 2010 ed una revisione dei criteri di erogazione che tenesse conto in modo concreto delle criticità che vivono le famiglie anche a Carate. Grazie alla discussione che ne è scaturita l'amministrazione ha ripristinato il fondo destinandogli però solo 10.000,00 euro (lo scorso anno erano 20.000,00 già, in base ai dati in nostro possesso, inadeguati rispetto all'entità del bisogno). Da qui l'idea di integrare il fondo suggerendo di dare un segnale forte all'intera collettività, proprio a partire da noi politici/amministratori, rispetto all'attenzione ed alla necessità di presa in carico di queste mplteplici situazioni di precarietà/difficoltà. La proposta, già ventilata in commissione, era quella di devolvere al fondo una parte dei gettoni di presenza dei consiglieri tutti, maggioranza e minoranza, ed una percentuale delle indennità che spettano a Sindaco, Assessori e Presidente del Consiglio Comunale. Questo sarebbe certo un gesto molto significativo nei confronti dei cittadini che si trovano nel bisogno. E potrebbe essere anche il punto di partenza per conivolgere direttamente - in un'importante operazione di reperimento di risorse - l'intera comunità, chiedendo un contributo specifico, per esempio, agli istituti bancari caratesi e mobilitando le varie associazioni di categoria presenti sul nostro territorio. Ancora è in scadenza la convenzione con Piazza del Lavoro per lo sportello lavoro: non possiamo esprimere un giudizio sui risultati raggiunti in questi tre anni di lavoro (ci verranno illustrati prossimamente in commissione) ma posssiamo cogliere l'occasione del rinnovo per mettere in campo modifiche migliorative che creino effettive condizioni per l'inserimento/reinserimento nel mondo del lavoro anche delle persone che questa crisi ha "buttato" fuori.
Si tratta di proposte che non risolvono senz'altro i problemi ma sono quantomeno in grado di tamponare situazioni di emergenza immediata.
Il consigliere Vergani ha proposto che il Sindaco insista perché si definiscano i tempi delle operazioni e i modi di eventuali nuove assunzioni (tempo determinato, per quanti mesi, a quali livelli )altrimenti si corre il rischio che le promesse rimangano tali.
Riguardo al fondo anti-crisi ha poi ribadito l’insufficienza delle risorse messe in bilancio (10.000 euro) rispetto al continuo ampliarsi del problema, risorsa trovata nelle pieghe del bilancio in seguito ad una discussione in una commissione richiesta dalla stessa minoranza. Il consigliere ha definito la discussione surreale in quanto per ben tre ore ci si è confrontati sui criteri di ammissibilità al fondo a fronte delle risorse risibili in gioco e della grevità delle condizioni di difficoltà di diverse famiglie caratesi.
Aspettiamo fiduciosi i verbali.
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