Lettera al Giornale di Carate PDF Stampa E-mail
Martedì 22 Febbraio 2011 00:00

Egregio Direttore,
abbiamo preso visione del servizio contenuto nell’ultimo numero del suo periodico riguardante la discussione in commissione consiliare  congiunta dei servizi sociali e della cultura sulla proposta del nostro gruppo di istituire nel nostro comune una equipe pisco-pedagocica per un approccio prevalentemente preventivo alle problematiche connesse con l’età evolutiva.
Non abbiamo mai negato le varie iniziative messe in atto dalla nostra amministrazione in questo delicato settore. Riteniamo però che esse siano rivolte unicamente al singolo che presenta delle difficoltà. Riteniamo dette iniziative, per altro lodevoli per l’impegno dei vari operatori, forse non del tutto rispondenti ai nuovi bisogni emergenti visto che sono in atto da diversi anni. Con la nostra proposta noi abbiamo ritenuto di dovere puntare prevalentemente alla prevenzione primaria che, per definizione, ha lo scopo di bloccare e neutralizzare quelli che chiamiamo “insulti “ ambientali prima che essi possano danneggiare l’infanzia e l’adolescenza.


Differenza notevole fra quello che si fa attualmente che chiamiamo prevenzione secondaria, quella cioè che è rivolta al singolo caso già portatore di problemi psichici e la prevenzione primaria che è rivolta  al gruppo sano. Il bullismo, i vandalismi, le devianza, la sessualità degli adolescenti, la violenza dei video giochi, in internet, in televisione, al cinema, insuccessi e abbandoni scolastici, lo sballo, il branco, l’anoressia ed altro costituiscono alcuni dei temi che una comunità non può ignorare.
Abbiamo pensato che si potesse trasmettere cultura dalla scuola alle famiglie. Si fa cultura quando si riesce a provocare negli individui delle riflessioni, dei ripensamenti, delle prese di coscienza.  Per esemplificare: scegliere un tema, come potrebbe essere, per esempio, quello dei vandalismi e dei comportamenti asociali, trattarlo nell’ ambito della scuola e contemporaneamente coinvolgere le famiglie con metodiche varie ( questionari, richieste e scambi di pareri da parte delle famiglie ed altro )  potrebbe essere un’ipotesi di lavoro. L’assessore Citterio non ha capito o forse ha fatto finta di non capire. Ha affermato, in modo aggressivo, come noi non fossimo al corrente di tutto quello che fa il Comune in questo campo e come la nostra proposta fosse  carente di un progetto articolato e ha aggiunto che noi volessimo imporre una “educazione statalista tipica della sinistra”. Ma purtroppo il nostro assessore è stato indottrinato in un modo che non riconosce altre verità oltre la propria. Come un attore consumato ha simulato un risentimento al solo scopo di rintuzzare e sminuire la nostra proposta che invece, scusate l’immodestia, ci sembra intelligente e innovativa. In politica serve anche fantasia e ideazione.

 

 

Giuseppe Stringi
Maria Luisa Vergani

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Febbraio 2011 09:54
 
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