Testo Conferenza Stampa - 11 marzo 2010 PDF Stampa E-mail

Vi ringraziamo innanzitutto per la vostra partecipazione e per l’attenzione che vorrete dare a questa conferenza stampa che abbiamo convocato perché ci pare ormai indispensabile mettere ordine in una vicenda, quella relativa alla riqualificazione dell’Area Pozzi, che oggi assume rilievi drammatici ed appare peraltro molto confusa.
I consiglieri comunali del Centro Sinistra Caratese sono sempre stati molto preoccupati per il problema occupazionale conseguente all’attuazione di questo progetto. Infatti già nel Consiglio Comunale del 26 settembre 2007 essi chiedevamo che cosa sarebbe accaduto dell’attività produttiva, se era previsto un suo trasferimento e dove. Ottenendo in risposta solo generiche assicurazioni.
Due mesi dopo, il 28 novembre 2007, il nostro consigliere Davide Bonelli in una sua comunicazione al Consiglio Comunale affermava: “Non dimentichiamoci, come ha citato il Sindaco di quel “nucleo produttivo rimasto, limitato a una cinquantina di unità lavorative,”: sono cinquanta nuclei familiari che vivono di quelle occupazioni, non ne abbiamo mai sentito parlare, quali garanzie occupazionali ha chiesto il Sindaco alla proprietà e quali vincoli ha posto a garanzia? questi lavoratori sono parte significativa del problema.”


Una posizione confermata anche in un comunicato stampa del 30 novembre 2007 in risposta al Sindaco che ci accusava di non volere la bonifica dell’Area Pozzi: precisavamo allora di essere favorevoli alla riqualificazione … ma anche di voler conoscere i termini dell’accordo con la proprietà riaffermando ancora una volta che “i 50 lavoratori della Pozzi per noi non sono un valore marginale rispetto alla riqualificazione dell’area; pensiamo che siano parte significativa del problema”.
Non vogliamo farla lunga riprendendo tutti le nostre prese di posizione. Chi vorrà potrà comunque trovare un ampio dossier con tutte le puntate della telenovela Pozzi nel nostro sito Democabrio. Ci limitiamo oggi a riaffermare che la nostra posizione non è mutata. Noi continuiamo a chiedere solo che ci sia trasparenza sul progetto nei confronti dei cittadini e che siano messe in campo precise garanzie per i lavoratori. Queste nostre richieste hanno ricevuto due risposte del tutto inadeguate.
La prima è stata la ripetuta convocazione, contro quanto previsto dal nostro Statuto, di commissioni urbanistiche non aperte al pubblico ogni volta che si doveva affrontare le questioni relative alla riqualificazione dell’Area Pozzi. Questa scelta è oggi addirittura incomprensibile se si considera che il progetto presentato nell’ultima seduta del gennaio 2010 è ancora quello che ci era stato mostrato prima delle elezioni, e che gira ormai da quasi due anni. E’ giusto che un intervento che è ormai definito nelle intenzioni dei proponenti e ha un impatto così rilevante sulla Frazione e per i lavoratori sia discusso dal Sindaco solo con la proprietà e venga presentato in commissioni chiuse al pubblico ed ai giornalisti? Noi oggi ribadiamo una volta di più il nostro pieno appoggio alla richiesta dei cittadini di Agliate perché l’open day sia organizzato prima e non dopo l’approvazione definitiva del progetto, come del resto si era impegnato a fare il Sindaco già nel lontano febbraio 2008.
La risposta sulla questione delle tutele per i lavoratori è stata una sequela di “assicurazioni” molto generiche e piuttosto sbrigative sul fatto che l’intervento avrebbe senz’altro consentito la continuità dell’azienda. Tante dichiarazioni di intenti, nessun fatto concreto. Si è ventilato, ad esempio, che si sarebbe trasferita la ditta Pozzi in altra area di Carate, ma dopo due anni non ci è ancora stato detto dove, con quali tempi e modalità e con quali garanzie di continuità per il futuro. E perché dovremmo fidarci delle parole se nel tempo esse non sono seguite da atti concreti?
Qualcuno ricorda ad esempio la vicenda del SUAP per la ditta Cappellini? L’Assessore all’Urbanistica aveva dichiarato ancora nel novembre del 2007, quando si trattava di deliberare la trasformazione dell’area in produttiva, che era necessario procedere con urgenza per assicurare l’insediamento di una impresa che avrebbe portato nuovi posti di lavoro. Siamo nel marzo del 2010, cosa è seguito in termini di posti di lavoro a tutta questa urgenza? Quando vedremo l’insediamento realizzato e potremo contare le nuove assunzioni?
Parole al vento sono state anche quelle della proprietà.

 

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Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Marzo 2010 21:02
 
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