Nessun Confronto PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco Paoletti   
Martedì 23 Marzo 2010 11:37

 

 

Bersani ha chiesto un confronto elettorale a due con Silvio Berlusconi ma lui, ancora una volta, ha risposto: Non credo che sia opportuno in questo momento, le dichiarazioni quotidiane di Bersani nei miei confronti ci hanno fatto perdere la fiducia che si possa arrivare a un interscambio produttivo basato sulla realtà. La solita non-risposta, a mo' di disco rotto, perché in realtà da sempre Berlusconi a mala pena accetterebbe un confronto con se stesso davanti allo specchio, figuriamoci con un politico competente.

Facile andare a trasmissioni come Porta a Porta dove non c'è contro-parte e dove i giornalisti fanno finta di porre domande scomode. Comodo togliere completamente l'informazione politica in campagna elettorale. Così resta solo una voce, quella di Silvio secondo cui la crisi non c'è, è solo colpa del catastrofismo della sinistra, dei giudici, "anzi vi assicuro che saremo i primi ad uscirne fuori" e "Noi siamo il popolo dell'amore e loro ci odiano". Tante parole a vanvera che ormai si contraddicono da sole perché legate non ad azioni realmente fatte (da quello che dice di essere "il partito dei fatti") ma dalla ripetuta promessa che saranno fatte.

Perché quindi accettare un dibattito pubblico con Bersani? Berlusconi sa bene che avrebbe solo da perdere perché in realtà sono ormai moltissimi gli italiani che, a fatica arrivano a fine mese, e i lavoratori che rischiano l'impiego o che lo hanno perso senza che l'ottimismo potesse risolvere il loro problema e che ormai sono studi dei soliti spot elettorali.

Berlusconi sbaglia a rifiutare il confronto con Bersani. Misurarsi davanti a tutti sui temi veri che interessano gli italiani dal lavoro ai redditi, alle tasse, alla scuola sarebbe una vera prova di democrazia. Ma evidentemente il premier al contradditorio preferisce i monologhi in cui dice sempre le stesse cose. Ieri in piazza è arrivato a rileggere un pezzo del suo discorso del 1994. E' davvero un disco rotto, capace solo di ripetere le stucchevoli accuse di sempre e di vantarsi al futuro di quelle riforme che non ha mai fatto.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 24 Marzo 2010 21:52
 
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