Attuazione dei programmi - Servizi Sociali PDF Stampa E-mail
Scritto da Federica Baio   
Lunedì 03 Ottobre 2011 14:07

Intervento Consiglio Comunale del 29 settembre 2011


La verifica sullo stato di attuazione dei programmi è l’occasione per partecipare e condividere - in sede consiliare - alcune valutazioni e (direi pure) preoccupazioni di carattere politico anche per quanto riguarda l’ambito dei “Servizi Sociali” del nostro Comune e per lanciare alcune suggestioni di tipo propositivo.

La lettura del documento che ci è stato consegnato ci porta innanzitutto a sottolineare come - anche quest’anno - non emergano particolari elementi di novità ma – in ottemperanza agli obiettivi dichiarati dalla giunta al momento del suo insediamento ed in perfetta continuità con l’offerta sociale degli anni passati – l’amministrazione si sia sforzata di mantenere per il 2011 il livello dei servizi rivolti ai cittadini con riferimento all’area minori, anziani, adulti e disabili.

Gli unici stralci riguardano i progetti relativi alla“Città delle bambine e dei bambini” e alle “Iniziative sulla multimedialità in collaborazione con le scuole” (per intenderci il Cinelab) per importi complessivamente non significativi (5.700 euro) ma comunque tali da impoverire l’offerta formativa a favore dei nostri giovani.
Altre piccole modifiche hanno poi interessato il comparto disabili con la soppressione del progetto “Ben-essere condiviso” strumento di aiuto psicologico rivolto ai genitori dei ragazzi con disabilità e con l’avvio, invece, di programmi di assistenza alla comunicazione per disabili sensoriali, a seguito – per altro - di un processo di riorganizzazione e regolarizzazione delle competenze tra Provincia e Ambiti Territoriali.
Infine è stato depennato il capitolo del“Sostegno ai programmi di cooperazione internazionale”, capitolo per altro già svuotato di risorse nel corso di questi ultimi anni.

Detto e riconosciuto questo non possiamo certo tacere come dietro i freddi indicatori numerici riportati dal documento in questione (a fatica mantenuti ai livelli dello scorso anno, molto più spesso limati al ribasso – rilevo, per esempio, che il fondo anticrisi è stato più che dimezzato) si celi una sempre maggiore difficoltà per il nostro Comune ad assolvere a quel compito essenziale di promozione dello sviluppo sociale, civile, culturale ed economico della nostra comunità che gli è proprio ed attribuito, tra l’altro, dall’art. 1 dello Statuto municipale....


(Art. 1 del nostro Statuto
“Il comune di Carate Brianza rappresenta la comunità caratese, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo sociale, civile, culturale ed economico.”)

Spiego meglio cosa intendo dire. Come già evidenziavo lo scorso anno - con particolare riferimento agli interventi nel campo della prevenzione e delle politiche giovanili, si riconferma la tendenza ad una contrazione generalizzata della partecipazione:
1)    diminuiscono ancora i ragazzi iscritti al Centro di Aggregazione Giovanile (CAG) (- 3)
2)    e diminuisce anche il numero dei giovani iscritti al Circolo serale In-Presa (-3 rispetto al 2010 e – 6 rispetto al 2009).
Non certo a fronte del venir meno dei bisogni … sappiamo tutti infatti dei disagi e delle attese deluse proprio dei giovani, dei problemi legati all’integrazione sociale e del peso delle povertà in crescita …
Su altro fronte, l’invecchiamento della popolazione fa crescere in misura esponenziale la domanda di interventi nel campo della non autosufficienza (laddove – è bene ricordarlo - è stato invece azzerato il fondo nazionale proprio per la non autosufficienza e conseguentemente la nostra Regione si è vista ridurre in un anno di circa il 77% le risorse statali in materia di politiche sociali con tagli che ricadono pari pari sui comuni).

Questa situazione pone anche il Comune di Carate di fronte alla inevitabilità di ripensare il sistema del walfare comunale attraverso la definizione di nuovi progetti obiettivo in grado stabilire chiari criteri e chiare priorità su come a quali soggetti destinare le risorse disponibili, risorse che – come vediamo - sono continuamente e drasticamente ridotte.

I tagli “imposti”dal governo di centrodestra costringono anche il nostro Comune a scelte sicuramente difficili e all’assunzione di precise responsabilità nei confronti dei cittadini, in particolare proprio delle fasce più deboli.
Con inevitabili ripercussioni sui servizi esistenti.

Per questo è non solo urgente ma indispensabile quel ripensamento e quella revisione delle politiche sociali comunali che già auspicavamo lo scorso anno. E rispetto al quale possiamo dire di aver perso del tempo prezioso …

Non è certo la prima volta che la “scure” dei tagli (lineari) si abbatte sui servizi alla persona e che il comune si trova a dover fronteggiare situazioni difficili e delicate.
Tuttavia, l’entità della crisi finanziaria ed economica che stiamo vivendo rende la riduzione dei finanziamenti (alle politiche sociali) oggi molto più preoccupante che in passato.
Non dimentichiamo, infatti, che i servizi sociali sono quelli che assicurano la “copertura” dei bisogni più immediati dei cittadini (penso alle case di riposo, all’assistenza domiciliare, ai servizi per i disabili, ecc.).
E ancora che i servizi sociali sono quelli che, sia pure in modo non sempre omogeneo e coerente, hanno permesso e permettono reali esperienze di sussidiarietà territoriale.

Non sfugge a chi parla la delicatezza del momento, che richiede certo ripensamenti anche pesanti dei finanziamenti statali, regionali e inevitabilmente locali.

Ma proprio a fronte di questa criticità siamo convinti che oggi sia indispensabile e ancor più impellente che l’amministrazione si appresti e affretti a
1)    svolgere i dovuti approfondimenti e le dovute ricognizioni in senso garantista proprio di quei servizi e di quelle prestazioni sociali che possono e debbono essere comunque assicurati alla cittadinanza e soprattutto alle categorie più fragili della stessa;
2)    e quindi a definire quelle priorità di azione e di intervento, che portino appunto ad evidenziare i settori da tenere maggiormente al riparo da riduzioni e tagli indiscriminati.

Perché tagliare indiscriminatamente i servizi sociali significa colpire le famiglie, gli anziani, le persone più deboli, gli operatori, le organizzazioni non profit: in una parola, significa impattare sulla coesione sociale, garantita proprio dalla articolazione e capillarità dell’erogazione dei servizi sul territorio.

Chiediamo allora all’amministrazione di iniziare da subito a discutere quello che intende fare in termini di priorità, in modo da condividere, se possibile, gli obiettivi e partecipare i percorsi.

In altre parole chiediamo al comune di fare rete promuovendo e favorendo il coinvolgimento e la partecipazione di tutte le agenzie e di tutti gli interlocutori presenti sul territorio, (e, laddove possibile, di tutta la cittadinanza) al fine di:

-    individuare le forme più opportune di confronto e azione coordinata e congiunta tra le politiche sociali e quelle sanitarie, abitative, educative, formative e lavorative;
-    creare un modello di welfare innovativo che tenga conto dei cambiamenti avvenuti dentro la nostra società;
-    creare un osservatorio che serva a valutare costantemente l'appropriatezza e l'efficacia delle misure messe in campo (consentendo di individuare cosa funziona e cosa non funziona, e quindi di riprogettare o eventualmente correggere in corso d’opera programmi di azione avviati.

La situazione di crisi potrebbe anche suggerire di realizzare, quello che ancora troppo poco si è fatto fino ad oggi, ossia un patto, una alleanza tra comune (istituzione locale) e organizzazioni non profit, nello spirito della L. n. 328/00, per difendere i servizi sociali, e per proporre soluzioni e strumenti che permettano di intraprendere strade nuove e modalità innovative di azione, in una logica di partnership rafforzata e condivisa.

(Art. 1 La Repubblica – nelle sue varie articolazioni - assicura alle persone e alle famiglie un sistema integrato di interventi e servizi sociali, promuove interventi per garantire la qualità della vita, pari opportunità, non discriminazione e diritti di cittadinanza, previene, elimina o riduce le condizioni di disabilità, di bisogno e di disagio individuale e familiare, derivanti da inadeguatezza di reddito, difficoltà sociali e condizioni di non autonomia, in coerenza con gli articoli 2, 3 e 38 della Costituzione.)

Non solo: vorrei aggiungere un’ultima considerazione sul mondo del volontariato. Crediamo che in tempo di crisi il volontariato sia davvero una risorsa incredibile, da valorizzare meglio e coinvolgere in termini di partecipazione attiva nelle scelte del Comune.
Sono molti i cittadini caratesi che donano gratuitamente il loro tempo e la loro competenza per il bene comune facendo volontariato nelle tantissime associazioni presenti in città che operano in tutti i settori: sociale, sanitario, ambientale, della protezione civile, culturale, educativo, sportivo e altri ancora.
Il volontario è dunque una risorsa importantissima e strategica che a Carate può davvero aiutare ad offrire risposte fondamentali a bisogni primari consentendo – nel contempo - un notevole risparmio di risorse.
Vorrei ricordare – solo perché “ultima nata” l’AUSER associazione che offre un servizio di trasporto totalmente gratuito e sul cui apporto l’amministrazione ha già potuto contare.
Ma queste realtà – che sono un valore aggiunto per la nostra comunità - vanno sostenute, valorizzate e coinvolte.
Insomma sollecitiamo l’amministrazione a compire scelte significative in questa direzione per liberare risorse ed energie e lanciare importanti segnali di coesione e di fiducia nei confronti del futuro.
Sono infatti possibili riforme anche a costo zero ma dall’enorme valore aggiunto. E’ necessario però cambiare radicalmente rotta proprio a partire dal modo di porsi e di programmare dell’amministrazione stessa.
L’invito è quello di lavorare per cercare tutti insieme soluzioni non facili a problemi complessi.
Il sostegno e la solidarietà reciproche possono essere una delle carte vincenti con la quale affrontare e vincere la sfida che abbiamo davanti.

Per quel che ci compete non ci sottraiamo alle nostre responsabilità. Abbiamo già avuto modo di dimostrare in commissione serietà e capacità propositiva.
E’ già stato anche abbozzato un lavoro di analisi dei servizi (cosiddetto “Pagare il giusto”) volto a stabilire possibili criteri di compartecipazione alla spesa da parte dell’utenza. In particolare per quanto riguardo il servizio di assistenza domiciliare, il telesoccorso ed il servizio pasti a domicilio.
Lavoro che si è però arenato dopo due soli incontri di commissione e che ci auguriamo possa essere ripreso quanto prima perché, stanti i tagli del Governo, per le famiglie caratesi ci saranno grossissimi problemi nel prossimo anno a retrocedere rispetto ai servizi che oggi vengono loro garantiti.
Con il percorso che qui abbiamo solo suggerito ci impegniamo a dare il nostro contributo al fine di creare sul territorio il contesto più favorevole possibile per soccorrere le situazioni di fragilità secondo il principio che chi più ha, più sarà tenuto a compartecipare alla spesa, mentre chi ha meno dovrà essere meglio sostenuto, pur senza venir meno al principio dell’universalità dei servizi.
Siamo infatti convinti che in momenti di crisi sia giusto aiutare di più chi fa più fatica.
L’invito è davvero quello che si possa intraprendere tutti insieme e con serietà questo percorso virtuoso.

 

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 05 Ottobre 2011 09:26
 
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