AR23 "Una storia poco chiara" PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Stringi   
Giovedì 04 Febbraio 2010 00:00

Lettera inviata ai giornali "Il cittadino" e "Giornale di Carate"

Egr. Direttore,
faccio riferimento al servizio contenuto nell’ultimo numero del Suo giornale che riferisce della minaccia di querela da parte del sindaco nei miei riguardi per alcune affermazioni contenute nel mio intervento di esposizione di una interrogazione riguardante il cosiddetto “ piano attuativo AR23 “quello, per intenderci, relativo alla cessione alla Cooperativa  di Consumo di un’area in località Cascina Immacolata destinata alla costruzione di un supermercato. In particolare ho affermato che il nostro sindaco era stato “reticente” in risposta ad una mia precedente interrogazione (27.11.2009) con la quale il sottoscritto intendeva conoscere, fra l’altro, le eventuali spese legali sostenute dal comune per l’istruttoria di quel piano.....

In quella occasione il sindaco rispose che non erano state sostenute spese per consulenze legali ma, successivamente, siamo venuti a sapere che egli era perfettamente a conoscenza, in quello stesso momento, della  prevista assegnazione di un incarico professionale ad un legale per un parere sugli aspetti economico-finanziari della convenzione da sottoscrivere con la cooperativa ( vedasi lettera, datata 14.10.2009, con la quale l’assessore Sisler “ordina” al funzionario responsabile di settore di assegnare l’incarico). Non arretro neanche di un millimetro da quanto ho affermato in consiglio comunale in quanto ho esercitato il mio diritto di critica politica, diritto che è tutelato dalla costituzione della nostra repubblica e dalle leggi in vigore. Il sindaco confonde la critica politica con la diffamazione e farebbe bene a ripassare la giurisprudenza al riguardo. Pretendeva le mie scuse. E’ lui che dovrebbe chiederle al sottoscritto per avere messo in cattiva luce la mia onorabilità di cittadino per bene Vorrebbe un’opposizione “alla camomilla”. Proceda pure, signor sindaco, si rivolga al magistrato. Mi difenderò e ne vedremo delle belle. Quella del suddetto piano attuativo costituisce un “nervo scoperto” per il sindaco e per la sua maggioranza. Dopo il mio esposto alla Corte dei Conti la pratica si è arenata e adesso non sanno che pesci pigliare. Due sono gli interrogativi che mi pongo: sono dei “dilettanti allo sbaraglio” oppure portatori di una politica clientelare che, senza il mio intervento,  avrebbe arrecato al nostro comune un danno patrimoniale di un milione di euro?
Pipino si è “incartato” da solo, rischia una figuraccia ed io non vorrei trovarmi al suo posto.
Vorrei intanto tranquillizzare i miei concittadini, quelli che mi stimano e mi sostengono per il mio impegno per la trasparenza amministrativa ed il rispetto delle regole democratiche. Sappiano che non sono un diffamatore e che non mi lascio intimorire facilmente

 

P.S.  Voglio precisare che il sindaco ha commesso una scorrettezza istituzionale decidendo volontariamente di non rispondere alla mia interrogazione.

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Ultimo aggiornamento Martedì 23 Febbraio 2010 23:31
 
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